LE STORIE DI MANUEL Letto 3266  |    Stampa articolo

Il Carnevale acrese di una volta

Foto © Acri In Rete
Manuel Francesco Arena
condividi su Facebook


Il Carnevale ad Acri è stata da sempre una festa sentita, ieri molto più di oggi. Questa festività variopinta tipica di fine inverno, a tutti gli effetti era inaugurata già dal giovedì che la precedeva quando si preparavano i piatti della tradizione dove spiccava sicuramente lei, sua maestà la polpetta. In un tempo povero dove non c’era l’abbondanza di oggi, le feste prima di tutto erano occasioni per mangiare pasti a base di carne che la maggior parte della gente sicuro non si poteva permettere ogni giorno. Inoltre e forse ancor di più, erano anche occasioni per riunirsi tra famigliari ed amici per parlare e bere un franco bicchiere di vino davanti al focolare. Allora quando ancora i social erano le case amiche e le piazze, l’unione aveva un gran valore e veniva prima di ogni cosa perché c’era voglia di stare insieme. La festa proseguiva poi domenica dove raggiungeva il suo momento clou. La domenica di Carnevale, sicuro era un giorno tra i più allegri dell’anno. Grandi e piccini si camuffavano ironicamente alla meglio con stracci e vecchi indumenti e queste maschere popolari, se così possiamo definirle, erano dette m’bughelle. L’opinione mia personale è che questo nome strano che suscita curiosità, deriva dal famoso personaggio di Brighella, il quale nella commedia dell’arte è uno stretto ed astuto amico di Arlecchino. Le m’bughelle giravano in gruppi con un lungo spiedo appuntito in legno e nelle case visitate anziché monete, si offriva loro del vino ed in alcuni casi, pezzi di salsiccia o lardo i quali venivano per l’appunto infilzati allo spiedo e poi consumati insieme dal gruppo alla fine del giro. I bagordi e le m’bughelle continuavano fino al martedì grasso (mart’azeatu in dialetto), giorno in cui venivano di nuovo preparate le polpette e tante altre buone pietanze com’era stato nel giovedì grasso. Il giorno seguente infine, il Mercoledì delle Ceneri, oltre al significato Sacro di grande importanza, vedeva per le strade della città l’ultima piccola pittoresca goliardata che sarebbe bello dopo tanto tempo riportare in scena: la rappresentazione del corteo funebre di Re Carnevale morto per l’ingordigia del troppo mangiare e del troppo ridere. Esiste una antica canzoncina dialettale per descrivere la sua dipartita la quale dice: “Carnudevearu è muartu e li maccarruni su cuatti, u’ cheasu e de gratteari e beni mia Carnudevearu”. I figuranti del funerale erano tutti “attori” del popolo improvvisati. Tra loro oltre al Carnevale morto che veniva portato su un camioncino in una finta bara, spiccavano la vedova Quarajisima vestita tutta di nero che si abbandonava in lunghi pianti ed urla logicamente artificiali atti a richiamare l’attenzione della gente al passaggio del corteo. Seguivano poi altri personaggi, diremo minori, travestiti alla bell e meglio. Anche loro erano apparentemente commossi e si univano man mano ingrossando le fila di quella simpatica folla colorata. In tante zone del sud, Quarajisima rappresenta la moglie trista e smunta di Carnevale e spesso viene rappresentata in alcuni luoghi da una bambola di pezza con in mano il fuso e l’arcolaio, i quali sono strumenti di lavoro che rappresentano la laboriosità e lo scorrere del tempo. Anche su questo mito antico tra tradizione e fede, ci sarebbe tanto da scrivere e da raccontare perché un tempo queste bambole fatte a mano, anche nella nostra città, apparivano da alcuni balconi per scandire il periodo quaresimale che ci prepara alla Resurrezione di Cristo.

PUBBLICATO 01/03/2025 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 642  
Per la precisione
Caro dott. Gallo, Ho letto la sua disamina critica in difesa della determina che le assegna 2.200 per la promozione del suo libro. Lascio ad altri rispondere sui temi che ha posto ma lei mi riserva un ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 438  
Prima medaglia d’oro vinta, a giochi nemmeno iniziati
Le Olimpiadi Milano-Cortina sono partite col botto. Non per le coreografie.... ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 776  
Silenzi istituzionali e risposte delegate
Il contributo concesso dal Comune di Acri alla pubblicazione del progetto editoriale "La terza via dell’inclusione. Relazione, interiorità e cura educativa", così come riportato e discusso solo sulle ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 527  
Inclusione e cultura: perché sostenere un libro non è un favore, ma una scelta pubblica
Negli ultimi giorni sono apparsi su alcune testate locali interventi critici relativi al sostegno concesso dal Comune di Acri alla prossima pubblicazione del mio libro La terza via dell’inclusione. Re ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 778  
Verso le Comunali. Nella Maggioranza il sindaco Capalbo tutto fare
Come avrete letto su Acri in rete, a poco più di un anno dalle elezioni comunali, forze politiche, Associazioni e Movimenti sono già al lavoro. Anche la Maggioranza di sinistra, destra e pezzi di Mas ...
Leggi tutto