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Parco Culturale Padula. Ecco l’obiettivo, no alla disinformazione

Foto © Acri In Rete
Mario Bonacci
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Premetto che il sottoscritto è uno strenuo sostenitore del diritto di critica ma a fronte delle disinformate e pretestuose illazioni, ultimamente proposte, in riferimento al costituendo Parco Culturale Vincenzo Padula, è necessario chiarire a chi, poco avvezzo alla lettura e comprensione dei bandi regionali e alla conseguente progettazione, ha voluto esibirsi in spericolate e opinabili considerazioni sulla dimensione culturale che il progetto intende attivare fattivamente, facendo uso di parole “vuote” e dal senso abbastanza decadente.
Rispondo non alla persona ma ad un vecchio modo di pensare, di esprimersi, di non saper guardare oltre il passato. Si ripete sempre lo stesso ritornello, spesso strumentale, contro il paese che, invece, amo ed in cui ho scelto di vivere con i suoi pregi ed i suoi difetti. Concepire una visione "urbanistica dei luoghi " in orizzontale e non in verticale per la natura stessa del nostro territorio e per offrire a tutti pari opportunità di crescita sociale e culturale è una scelta, peraltro, presente nel nostro PSC del quale abbiamo già approvato, in consiglio comunale, il documento preliminare. In tale visione la cultura assume un ruolo fondamentale, soprattutto se le comunità si rendono capaci di creare e valorizzare presidi diffusi in dialogo e in connessione con il territorio, avviando la creazione di un eco-sistema cittadino che dia forza a quelle tipologie di spazi culturali decentrati che agiscono in accordo con la riqualificazione urbana e con processi di identità, appartenenza, integrazione e produzione culturale. Un obiettivo che l’amministrazione comunale sta cercando di raggiungere con interventi mirati su tutto il territorio dal centro di aggregazione di Foresta alla villa comunale di Serricella ed in mezzo l'area verde attrezzata di San Giacomo, quella di Serralonga e quella del centro cittadino.
Proprio in questa direzione si muove il progetto del “Parco Culturale Vincenzo Padula” di Acri (Regione Calabria - Avviso per la “Realizzazione infrastrutturale dei PARCHI CULTURALI CALABRESI – Sulle orme dei grandi filosofi, poeti e scrittori” approvato con DDG 64 del 04/05/2025), sia nella sua collocazione geografica che nella ri-definizione dei percorsi culturali che intende realizzare, assumendo una esponenziale centralità a livello urbanistico e culturale. La forza di tale progettualità poggia sull’azione di ridefinizione dei luoghi, con importanti interventi urbanistici e architettonici e, soprattutto concepire questo luogo come incubatore di attività socioculturali che significa dare un segno tangibile e attivo del rapporto passato-presente, superando vecchi schemi autoreferenziali. Tutto ciò definisce e presenta il “Parco Culturale Padula” come luogo dell’esperienza, come “cantiere della creatività”, del sapere non meramente nozionistico ma in movimento, attivo e pulsante, sempre nuovo e attuale – come è del resto il pensiero e l’opera del Padula – godibile da un pubblico vasto e variegato attraverso esperienza immersive e di realtà aumentata presenti nel progetto.
Nuova e funzionale ad una fruizione allargata sarà la predisposizione del materiale bibliografico dell’autore, custodito presso la Fondazione “V. Padula” che ha sede nell’istituendo Parco. Si prevede, infatti, il restauro e la digitalizzazione di questo patrimonio, utilizzando le più aggiornate tecnologie, oltre al suo inserimento in un sistema fruitivo reso disponibile dalla predisposizione di strumentazioni informatiche il cui orientamento stabilito, vuole offrire la possibilità di approcciare i nuovi strumenti del giornalismo digitale, favorendo l’esplorazione del patrimonio librario dell’autore attraverso il web e, per questa strada, definire inediti percorsi esperienziali e laboratoriali.
Quanto alla criticata ma incompresa sezione dedicata agli “interventi strutturali” per chi si è avventurato in capziose e inesatte interpretazioni della normativa, scrivendo che: «non si fa un cenno, non un riferimento ad interventi strutturali», a favore di chiarezza e completa informazione, si allega il riferimento all’Art. 3 – “Interventi finanziabili e spese ammissibili” del bando stesso: Le spese ammissibili per il finanziamento del Parco culturale sono suddivise in diverse categorie: Interventi strutturali:
• Recupero, consolidamento e rifunzionalizzazione di edifici e aree destinate al Parco, con utilizzo di materiali e tecniche costruttive locali.
• Messa in sicurezza (anche antisismica) degli edifici. • Recupero e rifunzionalizzazione di aree a servizio del Parco (parcheggi, aree pic-nic, ecc.). - Interventi infrastrutturali:
• Realizzazione o ammodernamento di reti tecnologiche (elettriche, telefoniche, ecc.).
• Installazione di servizi (illuminazione, riscaldamento, ecc.).
• Sistemi di accessibilità e sicurezza (percorsi per disabili, segnaletica). • Realizzazione di percorsi letterari, realtà aumentate, laboratori creativi, pannelli artistici.
• Interventi sul verde pubblico, arredo urbano, abbattimento barriere architettoniche.
• Realizzazione di reti Wi-Fi e sistemi di guide virtuali.
• Impianti audio e luci per performance e scenografie, anche virtuali.
• Attrezzature tecniche per macchinari e illuminotecnica. In relazione a questa specifica linea di intervento, il progetto prevede che tutta l’area indicata sia trasformata in un centro propulsivo di attività culturali e sociali, il cui fondamento risiede nella figura e nell’opera di Vincenzo Padula. Lungo Via Padula è previsto l’allestimento di pannelli artistici recanti brani e citazioni salienti che verranno a costituire una narrazione visiva e mobile dell’opera letteraria e poetica dell’autore, accompagnando con parole e immagini il visitatore nel suo percorso lungo il centro storico di Acri.
Si avrà la possibilità di godere delle capacità di letterato accorto e mordace, rileggendo passi delle sue composizioni, armonizzati con le specificità architettoniche evocative del centro storico cittadino. Tutto questo non può essere declinato come: «un progetto lontano dalla funzione assegnata ai “Parchi Culturali”.
Un progetto che se, malauguratamente, venisse attuato, andrebbe a “CHIUDERE” un piccolo spazio, sostituendolo con una massa informe ed inutile di cemento deturpandone l’aspetto estetico, la funzione paesaggistica, rendendo “estraneo” Padula al suo spazio di vita». In più, continuiamo nella lettura: «Queste dichiarazioni che motivano la scelta, sono accompagnate dalle foto del progetto, che qui si allegano, in cui si presentano le immagini di una struttura che dovrebbe riempiere la piccola area che parte dalla vecchia fucina di un maniscalco, situata lungo la via, per arrivare a palazzo Padula. C'é voluta una fervida fantasia per immaginare questo orrore!!».
Sorpassando l’uso strumentale alla sterile polemica (un’altra???) di «foto del progetto», si precisa che le stesse non sono altro che i rendering allegati al progetto la cui caratteristica tecnica deve essere ignota a chi scrive, esibendone la palese ignoranza in materia, poiché confonde quelle genericamente e impropriamente definite«fotografie» con questo specifico strumento tecnico realizzato «Nella computer grafica, con la conversione mediante apposito software del profilo di un’immagine bidimensionale in un’immagine dall’aspetto realistico e percepibile come tridimensionale, grazie al calcolo accurato della prospettiva e all’aggiunta di colori, luci e ombreggiature» (fonte Oxford Dictionary).
Questa vera e propria opera di “rigenerazione urbana” – è comprensibile il significato di tale procedura? – prevede anche l’abbattimento di un rudere abitato da topi, dai rovi e dall’incuria, letto “architettonicamente” come: «vecchia fucina di un maniscalco» che rimanda a vecchi mali che avvelenano la comunità acrese e alimentano l’abbandono funzionale all’interesse, al posto del quale sarà istituita un’area di accoglienza e ingresso architettonico, munito di scale a movimentazione elettrica e ascensori paesaggistici, che condurranno al sovrastante Palazzo Padula, oggi raggiungibile soltanto da un’impervia, sebbene suggestiva, scalinata.
Non basta fare sfoggio di qualche conoscenza a buon mercato, citando a sproposito Le Corbusier e esempi di turismo virtuoso in Francia e Italia, se poi si paga l’incapacità di cogliere le macroscopiche differenze, a livello socioeconomico, tra queste stesse e la realtà calabrese e acrese, nello specifico evidenziando come, ancora una volta, si propongano argomenti privi di qualsiasi fondamento concreto dal punto di vista della fattibilità e che siano privati dal solito e pericoloso atteggiamento disfattista ormai invalso tra alcuni cittadini di Acri troppo avvezzi alla polemica ma non abituati al corretto utilizzo della scrittura funzionale al senso critico. Per fortuna la stragrande maggioranza dei cittadini ha capacità di critica costruttiva e questo aiuta nelle scelte politiche e di gestione, l’amministrazione ne recepisce il contenuto come favorevole supporto.
L’auspicio è che il progetto venga finanziato perché Padula merita questo riconoscimento per il contributo fornito alla letteratura italiana che lo colloca tra i maggiori autori calabresi.
Il progetto, se realizzato, sarà un progetto pilota come anello di congiunzione tra la storia passata e il futuro da vivere.
Non fermiamoci sempre al solito“NO” ma guardiamo con oggettività alle opere in cantiere ed a quelle progettate e, probabilmente, faremo del bene ad una città che deve guardare oltre l’orizzonte temporale, tutelando la nostra storia ma senza farla restare ferma mentre il mondo corre veloce.

PUBBLICATO 27/08/2025 | © Riproduzione Riservata





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