Open day, l’unico dogma e’ “racimolare” alunni
Roberto Saporito
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Anche quest’anno le scuole acresi sono impegnate nella ‘campagna acquisti’ per il prossimo anno da cui, poi, ne deriverà la formazione o meno delle classi.
Si tratta degli, ormai, noti a tutti come ‘Open Day’ ma che in effetti sono ‘Giornate Aperte’ a genitori e figli per aiutarli nella scelta dell’indirizzo di studio da seguire. Nel corso di queste giornate le scuole mettono in evidenza le loro capacità educative, mostrano efficienza e grande organizzazione. Tutto questo per conquistarsi, appunto, l’interesse dei genitori e dei loro figli, potenziali alunni, accolti da sorrisi e abbracci da docenti, dirigenti scolastici e personale Ata. Le scuole, fino al prossimo 6 febbraio termine ultime per le iscrizioni, pubblicano proposte e risultati ottenuti, proprio come in una vera campagna elettorale politica. Ed alcuni Istituti presentano come grandi risultati anche quei semplici doveri a cui sono chiamati. Tirano fuori dai cassetti, gite scolastiche, stage, escursioni, seminari, gare sportive, video. Per questi giorni, la sicurezza degli edifici passa in secondo piano. Scuole tutte sicure e con personale qualificato. Compreso quello del “sostegno”. Una (in)sana competizione, che crea un effetto domino: inizia una scuola a pubblicare notizie o ad inviare comunicati ai vari media e dopo poche ore arriva la replica dell’altra. Un bombardamento tra Pof e Pon, sorrisi ammalianti di dirigenti e docenti che fino a qualche minuto prima ti hanno evitato anche al supermercato. Ma spesso è solo apparenza, è una pura messa in scena. I Dirigenti Scolastici si attivano e mettono in campo i docenti più validi e con più capacità persuasive ed oratorie. Vengono predisposte fantasiose locandine e brochure. Gli Istituti vestono l’abito della festa e subiscono un maquillage completo. La posta in gioco è altissima, dal suo esito dipende il futuro dell’Istituto stesso. E chi se ne frega se poi le promesse non saranno mantenute! Al momento servono gli iscritti per continuare ad esistere. L’avvento di queste “giornate aperte”, non ha sopperito, però, alla buona abitudine che i genitori hanno sempre avuto di affidarsi al passaparola, ai consigli di amici e parenti nella scelta della scuola giusta per i loro figli. Tutti sanno bene che questo modo di pubblicizzarsi delle scuole, è autoreferenziale. Non è che non sia attendibile ma è l’occasione per mostrare solo il loro lato migliore. Siamo in piena “campagna acquisti”. Il concetto è squallido ma veritiero. La concorrenza è forte, a volte anche sleale. |
PUBBLICATO 29/01/2017 | © Riproduzione Riservata

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