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Verso le elezioni. In attesa dei programmi ecco gli slogan dei candidati a sindaco

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Roberto Saporito
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Ad oggi, ma c’è tempo fino al 13 maggio alle 12 per presentare le candidature di sindaci e consiglieri, i candidati a sindaco sono quattro: Pino Capalbo (Pd), Anna Vigliaturo (Centristi per l’Europa di Casini, Udc,Dc), Mario Bonacci (Democratici e Progressisti di Bersani) e Maurizio Feraudo (liste civiche).
Capalbo
sarà sostenuto da sette liste (Pd, Sinistra Italiana, Acri in comune, Nuovi orizzonti per Acri, Movimento Acri democratica, Movimento civico uniti La Mucone, Liberamente.)
Gli altri tre dovrebbero poter contare su tre liste ciascuno. Se così sarà gli aspiranti consiglieri comunali saranno duecentocinquantasei, ovvero una cinquantina in più rispetto al 2013.
Molti di essi, appena quattro anni fa, nel 2013, erano schierati da tutt’altra parte, oggi hanno deciso di abbandonare, senza scrupoli, partiti, amici e benefattori.  
Il 27 aprile il Prefetto affiggerà i manifesti di convocazione dei comizi elettorali e, nel contempo, inizierà anche la par condicio.
In attesa di conoscere i loro programmi su, lavoro, ambiente, sviluppo, sanità, macchina comunale, infrastrutture, opere incompiute, cultura, sociale, i candidati a sindaco hanno individuato gli slogan che, sperano, siano ammiccanti ed incisivi.
Capalbo
ha scelto una frase di Enrico Berlinguerci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno”, Feraudo ha puntato sul cambiamento “costruisci con noi la città ideale, dai forma alle tue idee diventa protagonista”, Vigliaturo  “tra la gente e per la gente”, Bonacci, al momento, preferisce lavorare in silenzio e non apparire ma, considerata l’adesione al Movimento di Bersani, potrebbe puntare su lavoro e sociale.
Ai più distratti ricordiamo che  è eletto sindaco il candidato che ottiene  più consensi superando il 50% dei voti, altrimenti, due settimane dopo, il 25 giugno, ci sarà il ballottaggio tra i primi due candidati.
Tra primo e secondo turno i candidati sindaco possono anche apparentarsi con liste che non lo hanno appoggiato al primo turno.
Nelle elezioni comunali vale il voto disgiunto, vale a dire un elettore può votare un candidato sindaco e nello stesso tempo una lista di candidati consiglieri non collegata allo stesso candidato sindaco.

PUBBLICATO 18/04/2017 | © Riproduzione Riservata



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