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I genitori di trenta ragazzi disabili denunciano lo stato disagevole del centro.

Roberto Saporito
Foto © Acri In Rete
Quando, qualche mese fa, ci occupammo dei gravi disservizi del centro di riabilitazione di via Pastrengo, grazie ad una segnalazione anonima di una mamma di un disabile, la responsabile del centro, la dott. ssa Luberto, al telefono ci aggredì verbalmente sostenendo che avevamo scritto falsità ingigantendo, di fatto, un semplice disservizio al solo scopo di vendere qualche copia in più.
Anche qualche esponente politico locale provò, ma inutilmente, a fermarci.
Ora, a distanza di un anno il problema si ripresenta. Oggi, come allora abbiamo il dovere di informare e di dare voce a chi si sente penalizzato. Questa volta non è un singolo e non è nemmeno un anonimo. Sono i genitori di circa trenta ragazzi disabili che devono usufruire del centro perché affetti da gravi patologie motorie. Papà e mamme disperate, agguerrite, inermi di fronte al silenzio o alle false promesse dei responsabili. Da loro parte una denuncia forte che non può passare inosservata perché interessa la struttura ed i servizi.
Le terapie – ci dicono – vengono effettuate in locali nati come garage, angusti, e che non permettono un minimo di privacy visto che in una stanza vengono fatti accomodare più pazienti contemporaneamente. Le vetrate non consentono il ricambio di aria né il riparo da suoni che non fanno bene a chi deve praticare sedute di logopedia. Quanto al personale – dicono ancora i genitori – questo è carente in più punti. Mancano neurologi, fisiatra e fisioterapisti, fiosiokinesi, logopedisti, in pratica le figure più importanti di un centro di riabilitazione.” I genitori si sentono presi in giro dopo numerose promesse ed incontri avuti con i responsabili territoriali e provinciali. Il motto è sempre lo stesso: “stiamo provvedendo alla risoluzione dei disagi”.
Che, invece, aumentano di giorno in giorno. Sicché, dopo che al disabile viene individuato un percorso da fare, dopo una visita specialistica effettuata, naturalmente, fuori dalla Calabria, lo stesso non può essere praticato per mancanza di personale adeguato.
Ci sentiamo diversi ancora una volta”, dicono i genitori alle prese con mille difficoltà che aggiungono; “il diritto alla salute deve essere garantito a tutti e se questo viene meno a chi ha un forte handicap la situazione diventa drammatica. In molti casi la riabilitazione diventa l’unica via per alleviare le sofferenze. Vorremmo, quindi, che questo percorso fosse più facile e pieno di gente attenta ed affabile perché non è alla fine del cammino che si trova la serenità ma si spera di averla lungo tutto il tragitto.

PUBBLICATO 5/11/2007

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