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Abuso d'ufficio e falso, indagati l'ex sindaco e i suoi sette assessori.

Domenico Marino
Foto © Acri In Rete
Ciclone giudiziario sul Palazzo di città, con diciotto persone indagate dalla Procura della Repubblica di Cosenza per abuso d'ufficio e falsità ideologica. Il caso ruota attorno alla costruzione d'un imponente complesso edilizio da destinare ad attività commerciali in località Merolini. Nei guai l'ex giunta comunale, tre dirigenti del Municipio, due tecnici responsabili della progettazione e cinque privati cittadini. Tutti inchiodati da un'inchiesta della guardia di finanza che ha portato a galla presunte irregolarità legate al mancato rispetto delle disposizioni sancite dallo strumento urbanistico comunale.
Nei giorni precedenti a Natale il pm Adriano Del Bene ha emesso il provvedimento di chiusura delle indagini preliminari nei confronti dell'ex sindaco Elio Coschignano; dei suoi ex assessori Francesco Monaco, Mario Antonio Bonacci, Giuseppe Capalbo, Salvatore Fabbricatore, Francesco Falco, Salvatore Montalto e Bruno Pascuzzo; della responsabile del settore Gestione fondi comunitari, Espropri, Arredo urbano e Gestione del patrimonio comunale, Annunziata Ranaldi; dei tecnici municipali Elio Feraudo e Carmine Covello; dei progettisti del centro polifunzionale incriminato Francesco Antonio Ranaldi e Francesco De Luca; dei privati Antonella Branca, Angela Branca, Maria Santa Amarella, Vincenzo Ferdinando Scaramuzzo e Antonio Scaramuzzo.
Secondo la ricostruzione dell'accusa l'ipotizzato raggiro, per consumare il quale nel febbraio del 2008 sarebbe stata sottoscritta anche una fittizia compravendita di terreno dinanzi a un notaio di Rende, non è stato realizzato proprio grazie all'intervento dei finanzieri della Brigata cittadina che hanno cominciato a lavorare al caso dopo la denuncia di due imprenditori. I finanzieri hanno appurato che nell'atto notarile i privati avrebbero inserito la particella relativa a un terreno che però, sempre a sentire l'ipotesi accusatoria, già dal 1985 era gravata da un vincolo di esproprio.
Al sindaco, ai componenti dell'ex giunta comunale e alla Ranaldi il pm De Bene e il procuratore Dario Granieri contestano d'avere procurato un ingiusto vantaggio a una ditta di costruzioni, mediante una delibera di giunta che tra l'altro non potevano fare poiché sul caso avrebbe dovuto deliberare il consiglio comunale. Gli altri due tecnici comunali, invece, sono accusati d'avere rilasciato il permesso di costruire. Ai progettisti, infine, la Procura contesta di avere attestato il falso in alcuni elaborati.
Subito dopo la denuncia, giunta nel 2008, le fiamme gialle del colonnello Alessandro Primavera hanno avviato attività investigative preliminari ottenendo i primi riscontri sottoposti poi al vaglio della magistratura inquirente cosentina. E non è finita, perché le attività di polizia giudiziaria degli investigatori acresi, filtra dagli ambienti investigativi, proseguono e sono finalizzate alla tutela e al rispetto delle norme in materia urbanistica, oltre che all'individuazione di eventuali reati contro la fede pubblica.
Gli indagati rigettano con forza tutte le accuse ipotizzate dalla magistratura inquirente.

Fonte "La Gazzetta del Sud" del 11/01/2011

PUBBLICATO 11/01/2011

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