COMUNICATO STAMPA Letto 2837  |    Stampa articolo

La CGIL fa chiarezza sull’ospedale di Acri.

CGIL - Acri
Foto © Acri In Rete
Nell'incontro avvenuto nel mese di Marzo alla presenza del Presidente Scopelliti, è stato ribadito quanto contenuto nella deliberazione di giunta avente ad oggetto la riconversione degli ospedali di montagna.
Il Presidente è stato abbastanza chiaro circa la chiusura del punto nascita ( 01/05/2011), così come è stato chiaro nel ribadire che il destino delle attività chirurgiche è legato ai numeri che si dovranno produrre da qui fino al 2012.
Nello stesso incontro, il Direttore Sanitario, Dott. De Paola, ha esternato importanti cifre riguardanti l'attività del presidio dando risalto alle attività che più di altre producono un notevole contributo qualitativo all'utenza.
Va anche detto, però, che altri interventi sono stati dispersivi ed inconsistenti.
Alcune considerazioni comunque sono d'obbligo anche per far capire all'utenza del perché si è giunti alla riconversione del nosocomio acrese.
Vorremmo prima di tutto denunciare l'andamento dei conti e ci chiediamo come mai ad essere penalizzato è sempre e comunque il personale del comparto visto che vengono pagati turni aggiuntivi per prestazioni al P.S. di migliaia di Euro mensili quando, con una riduzioni di costi, si potrebbero avere almeno due Dirigenti Medici in pianta organica i quali risolverebbero anche, molti dei problemi.
Ci piacerebbe inoltre sapere come mai i "fruitori" dei turni aggiuntivi sono sempre gli stessi.
Inoltre ci chiediamo se chi espleta più turni aggiuntivi notturni( che sono di 12 ore) in una sola settimana può essere lucido al mattino nei reparti.
Registriamo, inoltre, l'assoluta mancanza di rispetto per il personale sanitario, dimenticando che ogni professione è dotata, per le proprie competenze, di autonomia decisionale e gestionale e non è ausiliaria a nessun altra professione.
L'Ospedale non può sempre reggersi sulla buona volontà di pochi permettendo ancora a qualcuno di usufruirne come meglio crede e soprattutto in maniera molto soggettiva.
Le regole valgono per tutti..
Condividiamo quanto detto dal Direttore Sanitario parlando delle attività chirurgiche ma dobbiamo anche dire che ci sono reparti dove forse sarebbe il caso di intervenire prima che sia troppo tardi.
In sanità non bastano i numeri… l'utenza ha diritto a prestazioni di qualità e fra queste c'è anche l'accoglienza per i pazienti e per i loro parenti.
L'iniziativa di istituire un comitato per l'Ospedale, intrapresa dalla sinistra acrese, con i dovuti aggiustamenti può rappresentare un momento di arricchimento di idee da proporre con trasparenza al Commissario sanitario calabrese; nel contempo discreditando la mini commissione costituita da e con chi?, e rispondente a quale politico?.
I risultati ottenuti ad oggi sono sotto gli occhi di tutti, inoltre mai una parola sul precariato e forse molti non sanno che, nel caso non venissero stabilizzati alcuni dipendenti o, se non venissero rinnovati i contratti in scadenza l'ospedale chiuderebbe lo stesso!!!
Assistiamo tutti i giorni a file interminabili al CUP senza alcun intervento risolutivo da parte dei dirigenti, inoltre ci chiediamo è possibile che l'apertura avvenga nello stesso orario di inizio attività degli ambulatori: non sarebbe forse il caso di aprire un pò prima in modo che l'utenza sia in regola con le impegnative al momento dell'esame??
Concordiamo con gli organi di stampa quando scrivono che nessuna forza politica si è interessata incisivamente al problema ospedale.
In altri centri montani non è andata così.
È stato detto che per dare una svolta, le mele marce sarebbero state tolte, a noi risulta che altre nel frattempo siano state contaminate.
Crediamo che non sia più il momento di reggere giochi e giochini a nessuno solo per ingraziarsi il politico di turno. Le scelte vanno fatte e con coraggio per il bene della comunità.
La gente ha diritto alla salute.

PUBBLICATO 13/04/2011

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