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Che tempo che fa?

Foto © Acri In Rete
Angelo Bianco
Vabbè che è autunno ed è tempo di funghi ma a me pare che, adesso, si stia esagerando in quanti vanno per il bosco del “civismo” a cercar di raccogliere il consenso.
Da medico, a non distinguere un buon porcino da un Rubroboletus si rischia l’intossicazione gastrointestinale e, a me, da cittadino, pare che il rischio, civicamente insalubre, sia più che fondato.
Il dott. Cozzolino è stato il primo a fornirsi di cesto di vimini, bastone e coltellino e, poi, a stretto giro di posta, sono scesi, tra alberi e foglie, altri movimenti civici che promettono ascolto da tutti e assicurano fatti per tutto e tutti perché “Acri è al centro del progetto” come se potesse essere possibile farne, invece, periferia del proprio manifesto, sa va sans dire.
Quest’estate, nei giorni che sono stato ad Acri, ho raccolto un po di testimonianze e, tra tutte, c’era un minimo comune denominatore, anzi due:
Non andrò a votare!
Andrò a votare se c’è qualcuno che non sia il solito noto!
Posso chiederlo anche io: chi saranno i salvatori della patria acrese?
Ad oggi nessuno lo sa, impera il candidato fantasma o, peggio, “in pectore” e, ogni giorno, se ne aggiunge uno, si sussurra, si ventila, si congettura ma nessuno ha ancora l’investitura e fa anche rima.
A provare a fare ordine, anche se a nessuno interessa farlo, chi è in gioco?
Da una parte, c’è il sindaco uscente, l’avv. Capalbo che, tra minacce di querele a la qualunque e delibere alla qualunque, aspetta notizie in ordine al suo terzo mandato, così che nessuno abbia più da dimandare perché io vuolsi così colà.
Dall’altra parte, c’è la destra che aspetta, invece, notizie da chi vuolsi farsi avanti e, poi, al centro, equidistante o equivalente agli estremi, ci sono tutti quelli che vanno in giro per il bosco ma, forse, stanno confondendo le molliche che hanno segnato per tracciare il ritorno e, manco tanto più forse, finirà che si scontreranno tutti insieme, appassionatamente.
Spiace dirlo, ad oggi, la rappresentazione politica del mio paese è davvero di bassa Lega, e il riferimento all’assurdo di un acritano che vota Salvini non è casuale, e finirà per allontanare i cittadini dalle urne perché, per un verso, nulla cambierà, ci saranno sempre i soliti noti a prendersi la scena e, per l’altro, ad aver voglia di “nuovo” si rischia di ritrovarsi chi si è fatto solo una bella sciacquata di “Perlana” e “arrassu sia, chistu u canusciu, ancora illu”
Ad Acri, oggi, il tempo che fa è uggioso, io non esco ma Maggio non è lontano e il rischio è di aver piacere di restare a casa anche quando non sarà più tempo di andar per funghi se il sole del cambiamento non sorgerà, davvero.

PUBBLICATO 24/10/2026





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