I RACCONTI DI MANUEL Letto 2288

Il culluriallu è acritano ed è senza patate


Foto © Acri In Rete



In prossimità delle feste del Santo Natale, precisamente attorno al giorno dell’Immacolata Concezione, è tradizione nelle famiglie Acresi “mintari a’ fressura a’ frijari”, letteralmente mettere la padella a friggere (per dar vita a sua maestà u’ culluriallu - ndr).
Sì, da queste parti, a scanso di equivoci, la classica ciambella fritta simbolo di buon auspicio e prosperità, si chiama proprio così e nella sua storica ricetta è fatta semplicemente con lievito (anticamente pasta madre), acqua, sale, farina e preferibilmente olio d’oliva per la frittura. Quindi chiaramente niente patate, zuccheri o altri artifizi vari.
Il culluriallu prende il nome dal greco kollura, mentre la sua classica forma a corona gli venne data probabilmente affinché i pastori ed i viandanti potessero portarlo appeso ad un bastone durante i loro lunghi spostamenti sull’altopiano silano.
Altre curiosità che meritano di essere menzionate, riguardano le antiche credenze popolari. Infatti, se qualcuno giungeva in una casa dove si stavano friggendo i cullurialli, buona norma era che dicesse “Benadica”, mentre alla fine, quando la padella veniva tolta dal fuoco con l’olio ancora sfrigolante, il padrone di casa usava dire “eamu crisciutu” (più o meno, abbiamo finito).
Forse però la più bizarra di tutte fra queste era quella che per tutta la durata in cui si friggeva, a tutti gli astanti, compresi i bambini, era impedito di bere acqua poiché si credeva che bevendo si potesse prosciugare l’olio della padella.
In periodi poveri come quelli di un lontano passato, l’olio non era per tutti; quindi la superstizione era assimilabile alla paura.
Tuttavia la cosa che è sopravvissuta ai tempi è la convivialità che il culluriallu regala. Infatti era e resta un’occasione per unirsi in famiglia e ritrovarsi nell’aria magica che precede le feste.
In questi tempi frenetici, conservare le tradizioni, rallentare e ritrovarsi con amici o parenti davanti al focolare a mangiare una golosità come lo è questo “finto dolce” indiscusso vanto acritano nel mondo, è un qualcosa a suo modo di struggente e meraviglioso.
In fondo a salvare la memoria di un luogo, anche in cucina, un giorno sarà la storia.

PUBBLICATO 06/12/2025  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

EDITORIALE  |  LETTO 636  
Dalle ''fake news'' alla poltrona: il curioso viaggio di Sinistra Italiana
C'era una volta Acri in Rete. Pubblicava indiscrezioni, raccontava gli equilibri della maggioranza e, oltre due mesi fa, scriveva che Angelo Giov ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 136  
Lunedì 29 giugno la ''Notte del Rifugiato''
La Casa di Abou Diabo. La Giornata Mondiale del Rifugiato, ad Acri, per questa volta, diventa "Notte", con il senso multiplo di luogo del giorno ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 2294  
Vergogna
VERGOGNA! Non esiste altra parola per descrivere lo spettacolo indecoroso a cui la cittadinanza di Acri sta assistendo in queste ore. Si parla i ...
Leggi tutto

FOCUS  |  LETTO 351  
Focus sociale. Così immagino la vita per gli anziani
"Dall'io al noi" è un testo di circa duecento pagine che raccontano circa trenta anni di attività della casa per anziani Don Milani situata in lo ...
Leggi tutto

POLITICA  |  LETTO 635  
Democrazia e’ Libertà mette piede anche ad Acri
Erano presenti i vertici provinciali, regionali e addirittura nazionali alla prima uscita pubblica di Democrazia è Libertà tenutasi in un noto ba ...
Leggi tutto

ADV