POLITICA Letto 2729

Sinistra Italiana si arrende al potere: Cofone smentisce, tratta e incassa


Foto © Acri In Rete



Alla fine è successo davvero. Dopo un lunghissimo corteggiamento, fatto di ammiccamenti, retroscena e soprattutto smentite, Sinistra Italiana ad Acri entra nella maggioranza del sindaco Capalbo.
E lo fa nel modo più classico della politica locale: dopo aver negato tutto, fino all’ultimo.
Angelo Giovanni Cofone, protagonista di questa operazione, per mesi ha respinto ogni ricostruzione, liquidando come fantasie giornalistiche le notizie che lo volevano sempre più vicino alla maggioranza. E invece no: quelle che venivano bollate come invenzioni erano semplicemente anticipazioni.
Le nostre. Quelle di Acri In Rete.
Oggi arriva la conferma ufficiale. Con un documento presentato alla maggioranza, il circolo di Sinistra Italiana di Acri chiede formalmente di entrare nell’area di governo cittadino. Tradotto: da opposizione a sostenitore, senza passaggi intermedi, se non quello – decisivo – della convenienza politica.
Il punto è tutto qui. Perché è difficile raccontarla come una scelta ideale, come un cambio di prospettiva per il bene della città.
Molto più semplice – e onesto – leggerla per quello che appare: il fascino irresistibile della poltrona. Quella stessa poltrona che, evidentemente, vale più di mesi di dichiarazioni e prese di posizione.
E così Cofone completa il suo percorso: prima nega, poi tratta, infine entra. Un copione già visto, ma che ad Acri trova una delle sue versioni più esplicite.
C’è poi un dato politico che pesa come un macigno: alle elezioni del 2022, la città di Acri aveva assegnato a Cofone poco più di 1000 voti. Un risultato che, nei fatti, lo collocava in una dimensione ben precisa, lontana da quel ruolo centrale che oggi si ritrova a occupare.
Ma si sa, i numeri delle urne contano fino a un certo punto: molto di più contano le manovre di palazzo.
E infatti, eccolo lì, pronto a raccogliere una visibilità politica che gli elettori non gli avevano riconosciuto. Non per investitura popolare, ma per accordo politico.
Ora però si apre la partita vera. Perché entrare in maggioranza significa pretendere spazio. E lo spazio, nelle giunte, non è infinito. Il sindaco Capalbo, negli anni, ha promesso, distribuito, equilibrato. E tra queste promesse, secondo molti, ci sarebbero anche quelle fatte proprio a Cofone.
La domanda è inevitabile: chi dovrà farsi da parte per fare posto a Sinistra Italiana?
Chi pagherà il prezzo di questo ingresso?
E soprattutto: quali equilibri salteranno per mantenere una promessa che oggi presenta il conto?
Il rischio è quello di assistere all’ennesimo rimpasto costruito non su programmi o visioni, ma su interessi e posizionamenti. Un risiko politico dove le pedine si spostano per garantire visibilità e incarichi, mentre la città resta a guardare.
In tutto questo, resta una questione che non può essere ignorata: la credibilità.
Perché le smentite di ieri e le scelte di oggi non si cancellano con un documento protocollato. Restano. E pesano.
Sinistra Italiana ad Acri, che avrebbe dovuto rappresentare un’alternativa, finisce per diventare parte integrante di quel sistema che per anni ha criticato.
E Angelo Giovanni Cofone, da oppositore, si trasforma in protagonista della maggioranza.
Altro che sorpresa: è la conferma di una politica che cambia posizione con estrema facilità, ma che difficilmente riesce a spiegare perché.
E mentre qualcuno festeggia per l’obiettivo raggiunto, in città resta una sensazione diffusa: che più che un passaggio politico, quello andato in scena oggi sia l’ennesima dimostrazione di come, ad Acri, le poltrone contino molto più delle parole.

PUBBLICATO 23/03/2026  |  © Riproduzione Riservata




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