OPINIONE Letto 835

Un voto non di colore, ma per la Costituzione


Foto © Acri In Rete



L’ultima tornata referendaria che è stata molto sentita, lo ha sancito il boom di elettori (quasi il 59 %) come ormai da tempo non succedeva.
La gente in massa ha ritenuto opportuno muoversi per recarsi alle urne ed esercitare il proprio diritto al voto. Alla fine, oltre ogni più roseo sondaggio che vedeva una sfida all’ultimo voto, il NO ha trionfato con il 53,7% dei voti. Solo in Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Veneto, si è registrata la vittoria del SI. Per gli amanti delle statistiche infine, ad Acri i NO hanno trionfato con uno schiacciante 75,2%. Ma se analizzata bene, la risposta negativa della gente è probabilmente stata tutt’altro che da attribuire alla politica.
Il popolo ha scelto NO non tanto per appartenenze partitiche, ma per ciò che si è osservato nei giorni subito precedenti alle elezioni.
Addirittura il magistrato calabrese Nicola Gratteri, per una sua libera affermazione male interpretata probabilmente da alcuni vari soloni in malafede, è stato offeso e trasformato in una specie di macchietta.
Esperti pescatori nel torbido quali politici, giornalai e commentatori vari che prima di parlar male di Gratteri dovrebbero sciacquarsi quantomeno la bocca decine di volte, hanno pensato bene di buttarlo nella gogna mediatica per cercare di creare propri vantaggi.
Questa mossa alla fine si è ritorta contro poichè le persone in larga maggioranza hanno ben capito chi era nel giusto e chi nell’errore.
Dopotutto la comprensione del testo la insegnano sin dalle scuole primarie!
Ancor prima di tutto questo però il NO ha trionfato per la fiducia che gli italiani hanno nella Costituzione nata dalla resistenza antifascista e nei padri costituenti che hanno avuto il merito di redigerla. Per citarne qualcuno, Aldo Moro, Togliatti, Calamandrei e De Gasperi.
Gente di immensa statura politica rispetto all’attuale classe dirigente – da Meloni a Salvini, da Nordio a Tajani fino ai vari Renzi e Calenda ed altri pezzi di minoranza - i quali ambivano a modificarne equilibri delicatissimi della medesima Carta.
La costituzione non va scordato, è un pilastro su cui è stata edificata l’Italia per come la conosciamo oggi ed è materia viva in ogni italiano.
Essa è la nostra tutela e perciò noi dobbiamo difenderla e tutelarla sempre da chi secondo gli umori del momento, vorrebbe cambiarla a suo piacimento.
Proprio ieri, senza alcun rischio di equivoco, è ciò che attraverso il verdetto delle urne abbiamo dimostrato dicendo NO, la Costituzione non si tocca.

PUBBLICATO 24/03/2026  |  © Riproduzione Riservata




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