COMUNICATO STAMPA Letto 1809

Giochi di potere in atto mentre il territorio resta indietro


Foto © Acri In Rete



La scelta della maggioranza consiliare di ignorare la possibilità della rottamazione dei tributi rappresenta un segnale grave e preoccupante di distanza dalle reali esigenze dei cittadini. In un momento storico in cui famiglie e imprese fanno sempre più fatica a sostenere il peso della pressione fiscale, la normativa nazionale ha offerto agli enti locali uno strumento concreto per andare incontro alla popolazione: la possibilità di adottare regolamenti per la rottamazione dei tributi, alleggerendo sanzioni e interessi e favorendo così il rientro dei debiti. Molti Comuni, anche vicini a noi, hanno scelto responsabilmente di cogliere questa opportunità, dimostrando sensibilità e attenzione verso il proprio tessuto sociale ed economico. Ad Acri, invece, si è deciso di voltarsi dall’altra parte. La mancata adozione di questo strumento, insieme alla mancata risposta a tanti altri bisogni reali della città, evidenzia una preoccupante mancanza di ascolto. Governare un territorio significa anche saper cogliere le occasioni utili a sostenere i cittadini, soprattutto quando queste sono chiaramente previste dalla legge e già applicate altrove.
E mentre si ignorano misure concrete a sostegno della comunità, la maggioranza si appresta a un rimpasto di giunta per ridefinire gli equilibri interni e fare spazio a nuove componenti, tra cui esponenti che fino a ieri erano tra i più duri oppositori dell’attuale amministrazione, protagonisti di scontri durissimi e persino di vicende giudiziarie, nonché candidati avversari nell’ultima campagna elettorale ed espressione di forze politiche come Sinistra Italiana. Un’alleanza che oggi appare dettata più da logiche di potere che da una visione per la città.
Riteniamo che la politica, sì, sia mediazione, ma debba esserlo sui temi importanti che riguardano la città, non su logiche personali che difficilmente porteranno risultati positivi da qui alla fine della legislatura. Una scelta che appare ancora più incomprensibile agli occhi dei cittadini: invece di concentrare energie e attenzione su provvedimenti utili e urgenti, si privilegiano dinamiche personali, manovre e assetti di potere. Questo non è un segnale di rinnovamento, ma l’ennesima occasione persa.
E, soprattutto, è la conferma di una distanza sempre più ampia tra chi amministra e chi vive ogni giorno le conseguenze delle loro decisioni.
I cittadini non chiedono giochi di potere. Chiedono serietà, responsabilità e risposte. E continuare a ignorarli non farà che aumentare la sfiducia verso le istituzioni.

PUBBLICATO 24/03/2026  |  © Riproduzione Riservata




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