EDITORIALE Letto 454

Il mistero del ‘’campo largo’’: viaggio nelle evoluzioni del consigliere Cofone


Foto © Acri In Rete



C’è chi cambia idea, e poi c’è chi riesce a farlo con una tale disinvoltura da trasformare la coerenza in un concetto quasi vintage. Nell’ultimo intervento in Consiglio comunale, il consigliere di Sinistra Italiana Angelo Giovanni Cofone ha offerto alla platea un piccolo compendio di politica contemporanea: un mix ben calibrato di omissioni selettive, slanci strategici e improvvise aperture al dialogo.
Il tutto, naturalmente, nel nome del bene del paese.
Durante il suo intervento, il consigliere ha toccato diversi temi, ma più che le parole pronunciate, hanno colpito quelle non dette.
Ad esempio, nessun riferimento – almeno dai banchi del Consiglio – alle presunte segnalazioni o esposti che, secondo alcune ricostruzioni politiche circolate nel dibattito cittadino, avrebbero riguardato atti dell’amministrazione come bandi, assunzioni, affidi diretti e perfino il progetto sulla rete elettrica.
Un silenzio che sa tanto di prudenza istituzionale… o di memoria selettiva.
Eppure, fino a poco tempo fa, il clima sembrava ben diverso. Il consigliere Cofone ha partecipato, con i cosiddetti epurati, a diverse riunioni e momenti di confronto, salvo poi - secondo una lettura sempre più diffusa negli ambienti politici locali - defilarsi proprio quando ha compreso che gli spazi di manovra non sarebbero stati così ampi. A quel punto, più che insistere, meglio cambiare orizzonte: ed ecco comparire nuovi lidi politici e, soprattutto, il sempreverde “campo largo”.
Una scelta che, ovviamente, viene presentata come dettata da senso di responsabilità e visione per il futuro della città. Ma che, agli occhi dei più attenti, assomiglia anche a una raffinata operazione di riallineamento strategico.
La domanda, a questo punto, sorge spontanea: cosa è cambiato nel frattempo?
Come si passa da una fase di partecipazione attiva e apparentemente critica a un documento politico che apre alla possibilità di un accordo? È mutata la situazione amministrativa? Oppure è cambiata la convenienza politica del momento?
Nel suo intervento, Cofone ha parlato di responsabilità, di scelte ponderate, di necessità di guardare avanti. Tutti concetti condivisibili, sia chiaro. Ma resta quella sensazione, difficile da ignorare, che tra il prima e il dopo ci sia stato più di un passaggio non esattamente lineare.
Del resto, la politica è anche questo: capacità di adattamento, flessibilità, lettura dei contesti. Certo, quando la flessibilità diventa acrobazia, il rischio è che gli elettori non riescano più a capire dove finisca la strategia e dove inizi il semplice cambio di rotta.
E ad Acri, più che un campo largo, qualcuno comincia a intravedere un campo… decisamente scivoloso .




PUBBLICATO 27/03/2026  |  © Riproduzione Riservata




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