EDITORIALE Letto 1719

Cosa regalerà la politica acrese nell'uovo di Pasqua?


Foto © Acri In Rete



Le recenti dinamiche emerse nell’ultimo consiglio comunale hanno inevitabilmente acceso il dibattito politico ad Acri, lasciando intravedere scenari tutt’altro che definiti e, per certi versi, sorprendenti.
In un clima già carico di attese in vista delle prossime amministrative che si terranno a ridosso dell'estate 2027, le dichiarazioni e le mosse degli ultimi giorni sembrano aver rimescolato le carte all’interno sia del centrosinistra che nel Civismo.
A far discutere è stato soprattutto l’intervento di Pino Capalbo che, dagli scranni del consiglio comunale, ha annunciato di avere già pronte tre liste civiche.
Una presa di posizione che non è passata inosservata e che, secondo molti osservatori, rappresenterebbe una vera e propria forzatura nei confronti dei partiti tradizionali della coalizione, oltre che del candidato a sindaco del centrosinistra.
Non solo. Dalle stesse dichiarazioni del sindaco, i partiti politici come PSI, AVS e PD sembrano essere stati di fatto esautorati dalla discussione sulle scelte future.
Un elemento che alimenta ulteriormente le tensioni interne e che pone interrogativi sul ruolo che queste forze avranno nella costruzione del prossimo assetto politico.
Un’iniziativa che solleva interrogativi non solo sul metodo, ma anche sugli equilibri interni. L’impressione, tra gli addetti ai lavori, è che si stia cercando di ridefinire i rapporti di forza, forse anticipando scelte che dovrebbero invece maturare in modo condiviso.
In questo contesto, il rischio di frizioni interne appare tutt’altro che remoto.
Parallelamente, prende sempre più corpo il nome di Mario Bonacci, che in più occasioni ha ribadito la volontà di costruire un fronte unitario delle forze di sinistra.
Una linea che, almeno nelle intenzioni, punta alla ricomposizione e al dialogo, ma che inevitabilmente si scontra con ambizioni e strategie differenti presenti nello stesso campo politico.
In questo quadro si inserisce anche il recente incontro tenutosi all’interno della casa comunale con Sinistra Italiana, interpretato da diversi osservatori come un segnale politico tutt’altro che marginale.
L’appuntamento, infatti, sembrerebbe evidenziare la volontà del prossimo candidato Mario Bonacci di allargare la coalizione includendo anche quelle componenti che, nel corso degli ultimi quattro anni, hanno ampiamente criticato l’azione del sindaco e, in particolare, dell’amministrazione di cui lo stesso Bonacci fa parte.
Una scelta che, secondo alcune letture, finirebbe per esautorare ulteriormente i partiti della coalizione, di fatto esclusi da una decisione che apparirebbe già definita, alimentando la percezione di una dinamica interna sempre più ristretta e riconducibile a una questione ormai quasi “di famiglia”.
A rimanere, almeno per il momento, in una posizione più defilata sembrano essere altri possibili protagonisti.
Figure che, nonostante il potenziale politico, appaiono oggi destinate a una sorta di “panchina”, in attesa che qualcuno – o qualcosa – ne rilanci il ruolo.
Una situazione che evidenzia come, al di là delle dichiarazioni ufficiali, molto sia ancora in fase di definizione.
Il centro destra ovvero Fi, Udc, Fdi, Lega e Idm, continua a vedersi.
Al momento non trapela nessun nome ma tutti scommettono sul fatto che se la coalizione saprà individuare il candidato gusto la conquista di palazzo Gencarelli non sarà un miraggio.
Poi c’è il Civismo con i due gruppi che si rifanno al consigliere comunale Franca Sposato e all’ex Luigi Caiaro.
In questo scenario fluido e per certi versi imprevedibile, la politica acrese somiglia sempre più a un uovo di Pasqua: all’esterno una forma apparentemente compatta, ma all’interno una sorpresa ancora tutta da scoprire.
Le prossime settimane saranno decisive per chiarire gli equilibri e, soprattutto, per capire se il centrosinistra riuscirà a trovare una direzione comune o se le attuali tensioni porteranno a nuovi e inaspettati sviluppi.

PUBBLICATO 28/03/2026  |  © Riproduzione Riservata




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