SPORT Letto 1396

Tu chiamale se vuoi... Emozioni


Foto © Acri In Rete



Si possono raccontare le emozioni? Parlo delle emozioni che ti prendono allo stomaco, ti sollevano come un'altalena e ti lasciano sospeso tra paura e felicità. Di quelle emozioni che, in pochi minuti, nel calcio a 5 a volte pochi secondi, riescono a farti vivere un'intera stagione.
Sabato, al Palazzetto dello Sport di Acri, queste emozioni hanno preso forma, accompagnate dal suono dei tamburi e dal calore degli applausi dei tantissimi tifosi presenti sulla tribuna. Perché ci sono partite che valgono più di tre punti. Ci sono partite che valgono un campionato. Quella tra il Città di Acri e la Junior Domitia è stata una di queste.
In palio c'era l'unico posto per restare in Serie A2 di calcio a 5. Alla squadra campana bastava un pareggio, ai rossoneri serviva soltanto la vittoria.
La partita si è accesa immediatamente. Due minuti di gioco e subito due goal segnati, uno per parte. Così la sfida si è trasformata in uno spettacolo appassionante. Azioni rapide e parate strepitose dei portieri, hanno fatto da cornice al primo tempo che si è chiuso in parità.
Nella ripresa, dopo appena due minuti, è la Junior Domitia a trovare il vantaggio. Una doccia fredda che ha gelato la tribuna. Tuttavia, i rossoneri non si sono persi d'animo, anche quando la porta avversaria sembrava stregata. A otto minuti dalla fine è arrivato finalmente il gol del pareggio che riacceso non solo le speranze ma anche il palazzetto. Appena tre minuti dopo è arrivato il gol del sorpasso, tre a due con un boato che ha fatto tremare il palazzetto. Così, è toccato agli ospiti rimboccarsi le maniche e riversarsi in avanti. La traversa, però, ha salvato la porta rossonera e negato il pareggio ai campani. In un crescendo di emozioni incredibili è arrivato, a pochi secondi dalla fine, un autogol ospite che ha chiuso definitivamente i conti sul 4 a 2.
Il palazzetto è esploso, in abbracci, lacrime e sorrisi. Una grande festa che ha coinvolto tutti. Successivamente i festeggiamenti sono proseguiti in un locale in città.
Quella appena finita è stata una stagione complicata, troppo spesso in salita. Anche per questo la salvezza ottenuta non è soltanto un risultato sportivo, ma qualcosa di più. E' il simbolo di una squadra e di un gruppo che, nonostante le tante difficoltà, non ha mai smesso di crederci, conquistando meritatamente il diritto di restare nel campionato di serie A2.
Oggi, nel palazzetto è tornato il silenzio. Eppure, camminando sul parquet mi sembra di avvertire ancora le vibrazioni di sabato. Come se fossero rimaste sospese nell'aria, pronte a riscendere in campo per regalare ancora emozioni.
Questo per me è il momento di ringraziare. Un grazie che va oltre il valore sportivo, per trasformarsi in un grande abbraccio per:
Angelo Franco Ferraro, e Angelo Pancaro preparatori atletici.  Instancabili custodi degli allenamenti e della fatica quotidiana. Va a loro il merito di aver “costruito" le gambe che hanno continuato a correre anche quando il fiato sembrava finito;
Domenico Federico, preparatore dei portieri, un concentrato di simpatia, umanità e preparazione.  
Francesco Murano e Francesco Pettinato, i fisioterapisti. Mani preziose che hanno fatto un lavoro fondamentale, trasformando il dolore in nuova energia;
Alessandro Basile, mister appassionato e sognatore;
Ciccio Spina, per l’amicizia che ci lega e l’ indispensabile collaborazione.
Infine, un abbraccio enorme va ad ogni singolo calciatore. Grazie per averci creduto, per ogni emozione regalata e ogni sorriso scambiato.
E' stata un'esperienza intensa, a tratti esaltante, comunque indimenticabile. Sono sicuro che, nel tempo, diventerà una di quelle storie da raccontare, per rivivere ogni volta nuove emozioni.

PUBBLICATO 31/03/2026  |  © Riproduzione Riservata




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