OPINIONE Letto 1156

ACRImonia


Foto © Acri In Rete



Martedì dopo Pasquetta. Ci si ritrova a commentare i danni del lungo ponte civile che collega il Giovedì Santo alla ripresa degli impegni lavorativi (per quelli scolastici c’è un giorno ancora per far decantare il grado alcolico raggiunto nelle ultime 48 ore!). Qualcuno piange l’ennesima vittima delle trasferte fuoriporta.
Altri festeggiano ancora il 60° compleanno (Auguri Roberto!).
I più furbi si sono mossi in anticipo per scongiurare le snervanti attese lungo i percorsi che si snodano fra le città e le mete preferite dai professionisti dell’ozio pasquale.
Altri ancora hanno pensato bene di postare la cialtronata del secolo, fungendo da carbonella per infiammare i barbecue ansimanti di carni crude da cuocere a puntino.
Buono il principio, pessima la tempistica, deflagrante la risonanza a livello mediatico. No, non si trattava di filmare l’attacco alle torri gemelle e nemmeno di vidimare l’ennesimo bombardamento ai danni di un Iran che attende, sornione, di colpire al momento giusto il nemico a stelle e strisce o i suoi sodali in terra araba. Si trattava di soprassedere, semplicemente togliendo le bande di scotch da imballaggio avvinghiate a due tavoli su sette (?), interpretando correttamente il tutto come una goliardata, una provocazione, una leggerezza? Invece no! Muniti di smartphone ci sentiamo tutti freelance in odore di premio Pulitzer e dopo aver smadonnato per i ragazzi che incuranti del pericolo continuavano a registrare le fiamme del discobar di Crans Montana, cadiamo nello stesso errore trovando sponda in personaggi a parole non interessati alle vicende della ridente cittadina acrese, salvo poi ricamarci sopra un pezzo di colore per riempire pagine vuote di contenitori digitali ansiosi di riportare il tutto con tanto di pensiero finale espresso da un primo cittadino interpellato a sproposito su una questione puramente secondaria e priva di alcun contenuto ascrivibile alla promozione del territorio.
Complimenti vivissimi!
In pratica avete esaltato la cassetta di legno o plastica posizionata davanti alla porta d’ingresso per mantenere libero il posto auto destinato a ospitare la vettura intenzionata a sostare il tempo necessario a scaricare la spesa di Pasqua.
Avete elevato a notizia una fesseria destinata a scomparire anche nel più becero gruppo whatsapp.
Avete scatenato una shitstorm su qualcosa di facilmente ascrivibile alla pochezza intellettiva di coloro i quali si sono resi protagonisti dell’operazione tristezza allo stato puro.
Avete regalato la possibilità di scatenare l’inferno sul nulla cosmico alla gentaglia che popola piattaforme social dove l’uso dei congiuntivi e delle forme verbali accentate o precedute dalla lettera h diventano opzionali, agilmente sostituiti da faccine che certificano la pochezza dei contenuti espressi.
In sintesi, avete offerto su un piatto d’argento la conferma di quanto affermato da Umberto Eco in una sua frase cult riferita ai social media, con la differenza che il saggista si riferiva esclusivamente ai beoni di quartiere ignorando che agli stessi troppo spesso si associano anche insospettabili professionisti!

PUBBLICATO 07/04/2026  |  © Riproduzione Riservata




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