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Questione scuole. Insicurezza, numeri esigui e pluriclassi


Foto © Acri In Rete



In attesa di conoscere le intenzioni dell’Amministrazione Comunale, assessorato alla pubblica istruzione, e dell’Ufficio Scolastico Provinciale, riguardo il nuovo piano per l’anno scolastico 2017/2018, in questa sede vogliamo scrivere le cose come stanno basandoci su numeri e dati ufficiosi ma che non si discostano molto dalla realtà. Nello stesso tempo non forniremo soluzioni perché esse spetteranno agli organi preposti, ovvero classe politica e uffici competenti.
La chiusura dei plessi Padia, Duglia, San Lorenzo e Foresta (nei mesi scorsi per lo stesso motivo sono stati chiusi i plessi di Pastamolla e Croce di Baffi) ha scatenato un inevitabile dibattito con diverse prese di posizione ed ha fatto indignare cittadini, genitori ma soprattutto addetti ai lavori, evidentemente interessati direttamente.
Questioni tecniche. Iniziamo da queste. Le relazioni redatte da un team di ingegneri, parlano chiaro: i quattro Plessi presentano seri problemi ai solai. Ciò viene confermato da indagini diagnostiche e prove di carico, quindi inconfutabili.
In pratica, per le quattro scuole chiuse si consigliano “interventi necessari ed urgenti”. Oltre ai solai, i Plessi, secondo i tecnici, presentano gravi criticità che riguardano gli impianti elettrici e lo stato degli intonaci ed alcuni punti sono a rischio “sfondellamento.”
Tutte osservazioni che rendono le strutture insicure. Questione numeri.
La vicenda ha permesso di conoscere nei dettagli l’organico all’interno delle suddette scuole per quanto riguarda gli alunni.
Plesso Duglia: 18 sono gli scritti alla Scuola Infanzia e 39 alla Primaria così suddivisi: 13 alla prima classe, 7 alla terza, 8 alla quarta e 11 alla quinta. Non è presente la seconda classe. Plesso San Lorenzo: 15 iscritti alla Infanzia e 16 alla Primaria così suddivisi: 4 alla prima, 1 alla seconda, 7 alla terza, 4 alla quarta. Non è presente la quinta.
Plesso Padia
: 18 sono gli iscritti alla Infanzia e 23 alla Primaria così suddivisi: 4 alla seconda, 2 alla terza, 6 alla quarta e 11 alla quinta. Non è presente la classe prima.
Infine Plesso Foresta: 11 i bambini iscritti alla Infanzia e 32 alla Primaria. Numeri, per alcuni versi, inquietanti visto che vi sono Plessi che non superano i 50 iscritti! Ma vi sono altre scuole che hanno numeri ancora più esigui come Chimento (26) e Ferrante (27).
Ciò, naturalmente, ha provocato la nascita delle cosiddette Pluriclassi che sono vere e proprie monoclassi che raccolgono in una stessa aula alunni frequentanti dalla prima alla quinta elementare.
C’è da dire che per la loro formazione, occorre seguire le normative ministeriali che indicano il numero minimo e massimo per formare una Pluriclasse nate, spesso, per questioni contingenti sia alla particolare conformazione di alcune zone montane che per il solo criterio numerico. Immaginabili i problemi che possono nascere visto che ogni classe ha il suo programma.
L’Amministrazione Comunale, ha preferito, evidentemente, la sicurezza alla comodità, chiudendo i Plessi scolastici insicuri, presenti da molti anni e che contribuivano a rendere vivo un quartiere o una frazione (non è detto che, una volta messe in sicurezza, queste strutture non possano ospitare uffici e servizi).
Molti genitori non condividono la scelta, soprattutto quelli che la scuola ce l’hanno sotto casa, altri, invece, pensano, giustamente, al loro tornaconto personale visto che un probabile accorpamento farebbe perdere posti di lavoro.
C’è, infine, anche la questione economica.
Sopprimere i piccoli Plessi unendoli a quelli principali, garantendo, naturalmente, i vari servizi e gli spazi giusti, poterebbe un bel po’ di risparmio (acqua, luce, gas, manutenzione ordinaria e straordinaria varia).
Per chiudere segnaliamo che secondo un rapporto di Legambiente e di Cittadinanza Attiva, 8 scuole su 10 in Italia non sono sicure.

PUBBLICATO 07/11/2016  |  © Riproduzione Riservata




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