Ospedale. Carino, Guzzo e medici ambigui
Roberto Saporito
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Ringrazio la signora Katia Amodio per aver inviato anche al sottoscritto (ed alla redazione di questa testata giornalistica) la sua missiva.
Tranquillizziamo qualche diffidente e sprovveduto, pubblicando l’immagine della mail arriva taci, come si evince chiaramente, ieri 9 dicembre alle 20,34. Evidentemente la signora Amodio, che abbiamo già ospitato altre volte, ha visto ed ascoltato anche le nostre interviste fatte al sindaco, Capalbo ed al direttore sanitario, Cozzolino, durante le quali, entrambi, non hanno avuto parole tenere nei confronti di una parte del personale sanitario del Beato Angelo. Qualcuno, impegnato quotidianamente in cose futili, assalito da invidia e mania di inopportuno protagonismo, ha messo in dubbio che la signora Amodio si fosse rivolta anche a noi. Ennesimo abbaglio e scivolone. Da quando dirigo questa testata, gennaio 2017, ho sempre evitato di fare copia incolla o dare spazio a repliche su argomenti trattati da altri organi di informazione. Siamo consapevoli che questi tipi di scritti non interessano per nulla alla comunità, ma quando ci si trova di fronte incompetenti, provocatori e livorosi, purtroppo occorre scendere ai loro penosi livelli per ristabilire la verità. Ribadiamo; non ci risultano in città giornalisti professionisti, ovvero che abbiano seguito corsi di studi universitari specifici, degni di poter rispettare la deontologia e rappresentare un’importante categoria. Chi si erge a giornalista o addirittura a professore o peggio ancora a maestrino (ma solo sui social perché per gli istituti scolastici di ogni ordine e grado non ha i requisiti), lo fa per colmare le proprie lacune e nascondere amarezze e delusioni. Lo comprendiamo. La signora Amodio ci fornisce la possibilità di ritornare su una questione che sta coinvolgendo l’intera comunità, quella relativa al reparto Covid19 nel Beato Angelo. Grazie alle esclusive pubblicate da Acri in rete, abbiamo scoperto che il dott. Guzzo, nominato responsabile della chirurgia, si è dimesso e che il dott. Carino, direttore sanitario dello spoke Corigliano Rossano, non solo non è favorevole (ma può darsi che nel frattempo abbia cambiato idea) alla realizzazione del reparto Covid19 ma che non riconosce un direttore facente funzioni, ovvero Cozzolino (che, però, ha partecipato a tutte gli incontri con il commissario Asp, Bettelini). Abbiamo, infine, appreso che una parte del personale medico e paramedico non è favorevole al suddetto reparto e che, anzi, sta facendo di tutto per contrastarlo. Conosciamo noi il loro pensiero ma ci auguriamo che quanto prima medici ed infermieri escano allo scoperto e lo dicano pubblicamente. Ribadiamo, non abbiamo competenze in merito e ci limitiamo solo a raccontare gli eventi. |
PUBBLICATO 10/12/2020 | © Riproduzione Riservata

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