Facciamo largo ai giovani. Uno spazio su Acri in rete
Elena Ricci
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C'è un'energia che sta cambiando, un’idea che parte dal basso, da chi guarda i giovani non come un problema da risolvere ma come una risorsa da ascoltare. È da qui che nasce “Facciamo largo ai giovani”, un progetto pensato per dare voce e spazio a chi spesso viene lasciato ai margini del dibattito cittadino. È un piccolo seme piantato ad Acri, la nostra città, dove vivere da adolescente o giovane adulto significa spesso fare i conti con la disillusione, la frustrazione, la voglia di esprimersi che si scontra con l’indifferenza generale. Viviamo in una società fluida, dove tutto cambia in fretta. Legami, certezze, identità. Il sociologo Zygmunt Bauman l’ha chiamata “società liquida”: un luogo dove le relazioni durano poco, dove il lavoro è instabile, dove il senso di comunità si è come sbriciolato. Ognuno pensa per sé, inseguendo obiettivi personali in un tempo sempre più veloce, dove è difficile fermarsi, respirare, sentirsi parte di qualcosa di più grande. Il consumo, diventato quasi una religione, è la scorciatoia per dare un senso a giornate vuote e per colmare l’ansia del non sapere cosa sarà domani. In questo ritmo sfrenato, i giovani sembrano vivere dentro una centrifuga. Tutto è precario, tutto è accelerato. E quando si cerca stabilità, quando si tenta di aggrapparsi a valori condivisi, si scopre che molti di quei valori si sono persi per strada. A farne le spese è la fiducia nel futuro, negli adulti, nelle istituzioni. E così succede che esplodano gesti come, ad esempio, quelli accaduti al Parco Caccia, proprio ad Acri, la sera dopo l’inizio della prima prova della maturità. Un atto vandalico, uno dei tanti episodi che finiscono per essere liquidati con commenti indignati su Facebook, magari condivisi per 24 ore e poi dimenticati. Per non parlare del recentissimo fatto di cronaca che ha visto, come protagonista, un ragazzo di 14 anni, vittima di bullismo, che si è suicidato. La rabbia corre veloce sui social, certo. Ma poi? Tutto resta uguale. I ragazzi restano inascoltati. Gli adulti si chiudono nelle loro bolle. Il muro tra generazioni diventa ogni giorno più spesso. E allora ecco l’idea. Provare a costruire uno spazio nuovo, dove i giovani possano raccontarsi davvero. Un luogo digitale ma vivo, fatto di pensieri, dubbi, domande, riflessioni. Un luogo per sentirsi meno soli. “Facciamo largo ai giovani” è un invito a liberare energie nuove, a far emergere creatività, progetti, sogni. È una chiamata alla partecipazione, per dare ai ragazzi la possibilità concreta di far sentire la propria voce. Il cuore del progetto batte su Acrinrete, la testata giornalistica online che accoglierà una nuova sezione interamente dedicata ai giovani della città. Uno spazio dove potranno esprimersi, confrontarsi, condividere le proprie opinioni su ciò che accade intorno a loro. Si parlerà di fatti di cronaca, sì, ma da un punto di vista diverso, senza moralismi, ma solo con la voglia di capire, analizzare, dire la propria. E per chi lo desidera, sarà possibile farlo anche in forma anonima, per abbattere ogni barriera e lasciare spazio alla sincerità. Per dare un ritmo dinamico al dibattito, tutto partirà da una domanda provocatoria, pensata per accendere la miccia della conversazione. A lanciarla sarà una figura “fuori campo”, qualcuno capace di stimolare senza giudicare. Una presenza che interverrà quando serve per accompagnare la discussione verso riflessioni più profonde. L’idea è di coinvolgere uno psicologo dell’età evolutiva, una figura professionale preparata a dialogare con i giovani, pronta ad aiutarli a leggere meglio le proprie emozioni e a conoscersi davvero. Il progetto si muove in una direzione chiara: costruire una comunità viva e inclusiva, dove il rispetto, la solidarietà e la cura dell’ambiente non siano parole vuote ma valori vissuti. Una comunità dove ognuno senta di poter fare la differenza. E in questo percorso i social sono strumenti da ripensare. Possono diventare alleati, veicoli per raccontare storie positive, iniziative coraggiose, messaggi che spingano verso una nuova consapevolezza. “Facciamo largo ai giovani” vuole accendere un cambiamento partendo dal dialogo. Perché ogni ragazzo ha qualcosa da dire e se gli si dà fiducia può sorprendere, costruire, ispirare. Ogni ragazza ha un mondo dentro, fatto di domande urgenti, di ferite che meritano ascolto, di idee che aspettano solo il momento giusto per uscire. Acri, in tutto questo, non è solo il luogo dove si svolge il progetto. È il punto di partenza di un viaggio che guarda oltre. Una città che può diventare esempio, laboratorio, terreno fertile per nuove visioni. Ogni piccola azione può accendere qualcosa. E se questo piccolo progetto riuscirà a mettere in moto anche solo una nuova conversazione, a far sentire meno solo chi sta attraversando un momento difficile, a far nascere un confronto vero, allora avrà già fatto molto. C’è bisogno di energia giovane, di nuovi linguaggi, di spazi aperti, di fiducia e di costruire un domani che non spaventi ma ispiri. E tutto può cominciare da qui, da una pagina web. Per chi ci crede, per chi vuole provarci, per chi sente che cambiare è possibile, il momento è arrivato. Facciamo largo ai giovani. E guardiamo dove possono portarci. Per info contattare la redazione.
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PUBBLICATO 22/09/2025 | © Riproduzione Riservata

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