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Una piazza per Francesco: Acri, prima in Italia, abbraccia il Papa del mondo

Foto © Acri In Rete
Redazione
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C’è un gesto che vale più di mille discorsi. Ed è quello compiuto da Acri, che sabato 21 febbraio 2026 ha scritto un nome sulla pietra prima di chiunque altro in Italia: Papa Francesco.
Lo spazio antistante la chiesa di San Domenico si chiama ora “Piazza Papa Francesco”. Una targa, un velo che cade, una banda musicale che suona, e una folla con gli occhi lucidi. Non serviva altro.
Acri non è estranea alla santità. È la terra di Sant'Angelo d’Acri, di Francesco Maria Greco, di Maria Teresa De Vincenti. Una terra che nei secoli ha imparato a riconoscere la luce quando arriva. E quando è arrivato Bergoglio - con la sua voce roca, i suoi abbracci ai poveri, i suoi appelli disperati per la pace - questa città lo ha riconosciuto. Lo ha fatto proprio. Lo ha scolpito nel selciato.
Don Davide Iuele, parroco della comunità, lo ha detto con parole semplici e precise: «Ricordiamo il suo amore per la pace, il suo consumarsi in appelli sempre più forti e accorati, il suo richiamo a costruire ponti e non muri».
Parole che in un’epoca di muri e di paura suonano come un atto di resistenza civile.
A rendere la cerimonia ancora più toccante, la presenza di Orsola Appendino, piemontese, amica intima della famiglia Bergoglio. Era venuta da lontano per portare la voce di chi il Papa lo conosce non come simbolo, ma come persona. Come uomo. Come amico.
Ha raccontato di discendenti commossi davanti alle case degli antenati, di Francesco cardinale che tornava a far visita ai parenti nella casa di famiglia.
Un filo invisibile, fatto di memoria, di sangue, di radici, che unisce le Ande alla Sila, Buenos Aires ad Acri.
Un nome sulla pietra, per sempre
Ora quella piazza esiste. I bambini ci giocheranno, gli anziani ci siederanno al sole, i giovani ci passeranno senza fretta.
E su quella targa resterà inciso il nome di un uomo che ha scelto di chiamarsi Francesco, come il Santo dei poveri e ha cercato, ogni giorno, di meritarselo.
Acri l’ha capito prima di tutti. E lo ha scritto nella pietra, perché non si dimentichi.



PUBBLICATO 22/02/2026 | © Riproduzione Riservata



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