INTERVISTA Letto 4462  |    Stampa articolo

«Le polemiche sono frutto soltanto di disinformazione».

Piero Cirino
Foto © Acri In Rete
A causa di un intervento all'occhio sinistro, è stato costretto a presentare la prima di Acrinscena 2010 con una benda e occhiali scuri, ma Valerio Merola sprizza soddisfazione da tutti i pori.
Valerio, una valutazione a freddo dell'esito della serata inaugurale di Acrinscena...
E' andata esattamente come speravo che andasse. Acri tradizionalmente a luglio si svuota, con molte famiglie che raggiungono le località di mare, quindi con inevitabile ricaduta sulle presenze a spettacoli simili. Nonostante ciò e con un Anfiteatro grandissimo, in cui anche tremila presenze si disperdono, siamo tutti molto soddisfatti per la partecipazione. Per la prima abbiamo scelto un artista un po' particolare, Umberto Smaila, che è riuscito a coinvolgere il pubblico, con uno spettacolo interattivo di grande efficacia.
Come definire il catellone di Acrinscena?
L'aspetto che mi preme di più sottolineare è la partecipazione. Stiamo allestendo, con la collaborazione del coreografo cubano Adrian Ramos Merlin, un musical e abbiamo già duecento iscrizioni. Molto entusiasmo abbiamo registrato anche per la serata dedicata al ballo, la cui madrina sarà Milly Carlucci, e per quella canora dedicata ai bambini, in cui sarà ospite Lola Ponce. Ecco, questo è un aspetto di cui vado fiero, perché vogliamo che Acri partecipi attivamente alla realizzazione della rassegna.
Cosa risponde a chi dice che non ci sono nel programma grossi nomi?
I nomi ci sono, eccome; basta leggere gli appuntamenti del cartellone. Ma non è questo il modo migliore di vedere Acrinscena 2010, perché, come ho già detto, in altre occasioni, la rassegna va concepita come un percorso artistico e non come una serie di eventi messi lì alla rinfusa.
Acrinscena non è solo artisti e spettacoli, ma c'è anche un contorno. Ti è giunta l'eco delle polemiche sulla tua nomina?
Molte volte, come in questo caso, le polemiche sono frutto di disinformazione. Invito coloro che hanno voluto alimentare quella sulla mia nomina, in particolare, sul mio compenso, a raccogliere le informazioni giuste. Il mio compenso è di pubblico dominio: percepisco, come direttore artistico di Acrinscena, 40 mila euro. La cifra è comunque onnicomprensiva di tutte le spese: aerei, ristoranti, alberghi, auto a noleggio, ecc. Valutando questo aspetto, il margine di guadagno si riduce sensibilmente. E poi, nel mio piccolo, tutto sommato, anche io partecipo all'indotto economico di Acri, perché qui ho affittato appartamenti del residence, qui mangio, qui faccio acquisti nei negozi, insomma qui anch'io spendo.
A inizio agosto condurrai un programma su Rai 2: "Restate su Rai 2". Ci sarà spazio anche per Acri?
Certo. Acrinscena è uno degli eventi più importanti dell'estate calabrese ed è giusto che abbia una sua degna vetrina. Nei prossimi giorni porteremo ad Acri le telecamere della Rai per documentare la rassegna e per parlare di questa città e dei suoi meravigliosi abitanti.

PUBBLICATO 20/07/2010

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