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Ospedale. Scopelliti potrebbe revocare il decreto.

Roberto Saporito
Foto © Acri In Rete
A tre giorni dall'entrata in vigore del decreto regionale, ancora nessuna novità sul fronte sanità. Almeno ufficialmente, perché di voci ufficiose ne circolano. Una di queste è di estrema rilevanza. Secondo indiscrezioni il presidente della giunta regionale, Scopelliti, potrebbe revocare il decreto dello scorso ventidue ottobre che prevede il ridimensionamento di alcuni ospedali ed in particolare la chiusura dei punti nascita al di sotto dei cinquecento parti, compresi quelli degli ospedali di montagna. E ciò ha provocato vibrate proteste. Ieri è toccato agli studenti che sono scesi in piazza pacificamente con un corteo che si è snodato per le vie della città sostando dapprima davanti al municipio e poi nei pressi dell'ospedale.
Il tutto proprio mentre il sindaco Trematerra incontrava i primari dei reparti per rendere conto dell'esito dell'incontro che aveva avuto con Scopelliti. Top secret sui contenuti della riunione con i medici ma pare che il primo cittadino si sia detto fiducioso sul futuro, ovvero su una possibile proroga di alcuni mesi. Una temporanea boccata di ossigeno, quindi, per personale medico e pazienti. E sempre ieri sono intervenuti con un'altra nota i consiglieri regionali Guccione, Aiello, Salerno, Parente, Gallo, Ciconte, Chiappetta, Giordano, Imbalzano, Tripodi, Caputo e Battaglia che hanno presentato, nel corso della seduta della terza commissione regionale, un atto di indirizzo a Scopelliti e al presidente del consiglio regionale, Talarico, attraverso cui si propone la sospensione di un anno della chiusura dei punti nascita degli ospedali di Acri e San Giovanni in Fiore "riconosciuti, nel piano di rientro", scrivono "quali ospedali montani, collocati in comunità popolose, attorno alle quali ruotano molti comuni più piccoli con difficoltà di collegamento verso ospedali di maggiori dimensioni soprattutto durante la stagione invernale. La chiusura comporterebbe seri problemi in termini di garanzia dei livelli essenziali di assistenza, con pericolo di sovraccarico degli ospedali vicini ed il ricorso a strutture private accreditate."

PUBBLICATO 07/12/2010

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